È già passato un mese dall’ultima Sagralonga. E non è stata una Sagralonga qualunque, ma la prima in versione Weekend. Risultato? Abbiamo ancora negli occhi quei due giorni e già non vediamo l’ora di ripartire. Anzi, piccolo spoiler: presto annunceremo le prossime date. Sì, le prossime, perché in arrivo ce n’è più di una.
Nel weekend del 21 e 22 marzo, con 50 persone a bordo, siamo partiti per vivere due giorni intensi tra sagre, borghi, cucina romagnola DOC e degustazioni di formaggio e vino. Un mix che, detto sinceramente, mette in crisi molti weekend ben più blasonati.
Siamo partiti da Bologna, Imola e Faenza, con viaggiatori di tutte le età, dai 2 ai 73 anni. Famiglie con bambini, gruppi di amici, coppie, persone partite da sole con la voglia di concedersi qualcosa di diverso, conoscere gente nuova.

Fin dai primi minuti si respiravano allegria, curiosità e quella sensazione inconfondibile che qualcosa di bello stesse già iniziando, ancora prima della prima tappa.
A dare il via a ogni partenza, ogni volta, c’era un semplice “Ciao” al microfono
Prima tappa: mani in pasta a Cesena da ICOOK
La prima fermata è stata da ICOOK Taste&Share a Cesena, dove per qualche ora ci siamo trasformati in chef provetti. Diciamo che l’atmosfera era quella dei provini di MasterChef, ma con meno tensione e molta più fame.
Grembiuli indossati, postazioni pronte con utensili e ingredienti, e lo chef Andrea Biondi pronto a spiegarci, guidarci e salvarci nei momenti critici.
Il gruppo è stato diviso in due squadre: una dedicata agli strichetti, l’altra tra pesto di rucola e impasto delle cantarelle. Poi cambio campo: chi era sulle cantarelle è passato agli urcion ripieni e viceversa.

Si sono viste mani da vera sfoglina, talenti sbocciati all’improvviso e scene per cui Bastianich avrebbe probabilmente perso talmente la voce da non riuscire nemmeno a dire “Vuoi che muoro”. Nel giro di pochi minuti erano già partite battute, richieste d’aiuto disperate, persone convinte di avere un dono naturale e altre che hanno la conferma che la loro vera vocazione era mangiare, non cucinare.
Nel frattempo prendevano forma tre ricette della tradizione romagnola:
- Strichetti con fili di Prosciutto di Parma e julienne di zucchine
- Urcion ripieni con pesto di rucola
- Cantarelle romagnole con miele caldo o zucchero a velo
Poi il gran finale… tutti a tavola a mangiare quello che avevamo preparato con le nostre mani. E la notizia più sorprendente è che era tutto incredibilmente buono. Tanto che più di qualcuno ha fatto il bis. E qualcuno anche il tris.
Seconda tappa: Sogliano al Rubicone e il rito del formaggio di Fossa

Dopo pranzo siamo risaliti sul bus, il classico “ciao” al microfono e via, direzione Sogliano al Rubicone.
Tra salite, scorci panoramici e case di pietra siamo arrivati alle Fosse Brandinelli, realtà storica che custodisce una delle tradizioni più affascinanti della Romagna: la stagionatura del formaggio dentro antiche fosse di arenaria. Le forme vengono conservate sottoterra e riemergono con profumi, consistenza e carattere completamente diversi.
Dopo la visita è iniziata la degustazione guidata di tre diverse tipologie di formaggio di Fossa, accompagnate da vini romagnoli. Nel giro di pochi minuti eravamo tutti diventati esperti assaggiatori. C’era chi parlava di retrogusto, chi cercava sentori misteriosi e chi faceva espressioni concentrate per sembrare credibile. E infatti, alla fine, siamo usciti praticamente tutti con qualche pezzo sottobraccio.
Poi, com’è giusto che sia, la degustazione ha generato anche diversi brindisi. Ma di questo non diremo altro. Se vuoi sapere cosa succede dopo i brindisi, devi venire alla prossima Sagralonga.
Relax in hotel e poi dritti alla Sagra della Seppia
Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati in Riviera per il check-in e qualche ora di meritata pausa.
C’è chi ha scelto il classico pisolino rigenerante e chi invece ne ha approfittato per una passeggiata con aperitivo sul Porto Canale di Cesenatico. Ognuno, giustamente, ha il proprio metodo per ricaricare le energie.

La serata di sabato si è poi accesa a Pinarella di Cervia, dove ci aspettava la 25ª edizione della Sagra della Seppia. Tavolate piene, piatti di mare e tanta musica. Accanto all’area ristoro, in un tendone dedicato, la musica dal vivo aveva trasformato tutto in una vera pista da ballo. A un certo punto erano praticamente tutti lì, in piedi a scatenarsi. Recuperarli non è stato semplicissimo. Per qualche minuto ci siamo sentiti come professori in gita con una classe particolarmente entusiasta. Ed è stato bellissimo anche per questo.
Tra i personaggi più richiesti della serata c’era anche Seppiolino, la mascotte dell’evento, impegnatissimo tra foto, saluti e distribuzione di gadget. Più richiesto di certe star.
Poi tutti in albergo… o quasi. I più temerari sono riusciti a trovare ancora energie per l’ultimo drink tra i locali di Cesenatico e perfino per un karaoke a Cervia.
Domenica: colazione, ripartenza e una nuova energia
Dopo il pernottamento a Cesenatico, la domenica è iniziata con la colazione.
Ed era bello vedere la sala piena di persone sedute insieme che, appena 24 ore prima, nemmeno si conoscevano. Dopo una colazione abbondante — come se non avessimo già mangiato abbastanza — era tempo di ripartire. E quindi di nuovo sul bus. E come sempre, a dare il via alla giornata, è arrivato il classico “Ciao” al microfono, ormai diventato il tormentone ufficiale del weekend.
Quarta tappa: Sarsina tra storia, pagnotta pasquale e vino generoso
La mattina ci ha portati a Sarsina, una tappa capace di mettere insieme cultura, tradizione e appetito. Un equilibrio che ci piace particolarmente.
Con una guida locale abbiamo scoperto il borgo e il suo legame con Plauto, uno dei più grandi autori del teatro latino, nato proprio qui oltre duemila anni fa. Camminare tra queste vie sapendo da dove è partito uno dei nomi più importanti della commedia romana ha dato tutto un altro sapore alla visita. Abbiamo visto anche gli scavi che raccontano la storia antica del paese e le radici romane di Sarsina, ancora ben visibili nel centro storico. Non è mancata nemmeno la parte più curiosa, con la leggenda del collare di San Vicinio, simbolo molto conosciuto del paese: ancora oggi tante persone arrivano qui per vedere da vicino quel collare legato a una tradizione di fede e protezione tramandata nel tempo.

Dopo un po’ di cultura, abbiamo iniziato a passeggiare tra le bancarelle della Sagra della Pagnotta.
Abbiamo assaggiato diverse versioni della pagnotta e ci siamo presi la grande responsabilità di votare la migliore tra quattro proposte differenti. Un compito difficile, ma qualcuno doveva pur farlo. A completare il pranzo sono arrivati anche spianata con mortadella, cono di piadina fritta e vino. Tanto vino.
Ma una delle cose più belle era guardarsi intorno e vedere persone in gruppi sempre diversi che passeggiavano, chiacchieravano, si raccontavano qualcosa e intanto mangiavano. Segno che la Sagralonga, ormai, aveva fatto benissimo il suo lavoro.
Gran finale: Casalfiumanese e il lancio dei ravioli

Ultima fermata: Casalfiumanese, alla 101ª edizione della Sagra del Raviolo. Qui il protagonista assoluto, lo dice già il nome della festa, è il raviolo dolce, ma il momento che tutti aspettavano era uno soltanto: il celebre lancio dei ravioli dalla torre.
E noi, ovviamente, non ci siamo limitati a guardare. Abbiamo organizzato una sfida interna: chi riusciva a prenderne di più si portava a casa un premio speciale. Alla fine i vincitori hanno conquistato l’ambitissima maglietta di Calendario Sagre. (Sì, a breve la troverai anche sul sito.)
Nel frattempo in paese la festa continuava tra musica, stand gastronomici e la Casadei Band, che ha dato il ritmo agli ultimi momenti del weekend. E sì, anche lì qualcuno ha danzicchiato.
Poi è arrivato il triste momento, quello del rientro.
In due giorni abbiamo attraversato sagre, cucine, borghi e tavolate. Ma la parte che resta di più è sempre quella che non si può programmare: le chiacchiere nate sul bus, le risate spontanee, la complicità cresciuta tappa dopo tappa e quell’energia bella che si crea quando un gruppo funziona davvero.
Questa era la prima Sagralonga Weekend e ci ha confermato una cosa semplice, il piacere di stare insieme. Se ti sarebbe piaciuto esserci, il consiglio è altrettanto semplice: non aspettare il prossimo racconto, vieni alla prossima partenza.
Noi stiamo già preparando il prossimo itinerario. Per maggiori info sulle prossime partenze, scrivici.
Ciao.
